di Raymond Moody - pagg. 181 - Form.cm. 13 x 20
Ed. TEA
[pubblicato il 03/03/2013]
Esperienze di condivisione nel passaggio di questa all'altra vita.
A quanti si sono trovati al capezzale di una persona in punto di morte, o hanno vissuto da lontano la perdita di una persona cara, in molti casi accade di avere apparizioni o fare sogni che, pur nella diversità, hanno alcuni elementi comuni: queste persone ad esempio spesso vedono una luce calda e abbagliante, la loro dimensione dello spazio viene stravolta, sperimentano una proiezione extracorporea, condividono alcuni episodi della vita della persona appena deceduta. Tutti elementi che lo stesso autore ha appurato personalmente, in compagnia dei suoi fratelli, quando è morta la madre. Sono molte le persone che hanno avuto "esperienze di morte condivisa", eppure resta un fenomeno difficilmente definibile. Moody non dà risposte certe alle molte domande sull'argomento, ma ipotizza che nel nostro cervello ci sia un modulo che ci permette di metterci in contatto con il divino, e che non sappiamo come attivare volontariamente. Forse una forma di telepatia, forse un'altra forma di comunicazione che non riusciamo ancora a dimostrare scientificamente. Ma quel che è certo per Moody, è che l'esperienza di morte condivisa è una verità potente che può insegnare molto a chi resta e confortarlo nel momento del dolore.